Il maleficio è una particolare sfera della magia nera che riguarda in particolare delle forti energie negative create e sfruttate dal Ritualista esoterico a discapito di qualcuno. Lo scopo è sicuramente quello di causare malessere sia fisico che mentale al bersaglio scelto.

In genere viene lanciato per vendicarsi di un torto ricevuto, per odio nei confronti di qualcuno o nella maggior parte dei casi per eliminare un nemico o un ostacolo.

Il maleficio viene lanciato attraverso l’utilizzo di oggetti o elementi che potrebbero essere: sangue, polveri di ossa, ceneri di legna provenienti da cimiteri e quant’altro ricordi la magia nera. In realtà l’elemento che si usa è indifferente, potrebbe essere qualsiasi, perfino della semplice terra, a maggior ragione se proviene dal cimitero o da un luogo maligno come una casa infestata, un vecchio carcere, un chiesa sconsacrata, un vecchio palazzo dove sono avvenute delle violenze o comunque un qualsiasi luogo dove l’energia oscura è molto alta. Non importa l’oggetto che viene usato per compiere un maleficio, ciò che importa realmente sono la volontà, l’intenzione, la malvagità e soprattutto la forza con cui l’operatore scaglia il maleficio servendosi, ovviamente, dell’intervento di spiriti oscuri.

Il maleficio può essere chiamato anche fattura, poiché i sintomi sono i medesimi. La differenza, forse, sta solo nell’esecuzione dei rituali.

I malefici prevedono spesso la preparazione di disgustosi intrugli formati dalle più svariate cose, spesso oltre agli elementi sopra citati come le polveri normalmente di colore nero che prima vengono bruciate per aumentarne la carica negativa e demoniaca, organi vitali di animali, in base alla parte del corpo che si vuole nuocere alla vittima, nella maggior parte dei casi si tratta del cuore, o del fegato.

Un maleficio molto praticato nei tempi antichi consisteva in un rituale molto lungo, in cui si usava del fegato. Il fegato veniva prima “battezzato” cosi da appartenere teoricamente alla vittima e veniva poi maledetto più e più volte cospargendolo di cenere, ossa sbriciolate, terra proveniente da una tomba o talvolta feci.

Non appena quest’ ultimo iniziava ad imputridirsi l’operatore lo faceva divorare da un rapace, in genere un corvo, ma se non si disponeva di questo particolare animale un qualsiasi volatile andava bene.

Ovviamente gli effetti di questo maleficio, come di altri sono senza dubbio potentissimi e molto nocivi per la vittima. Non si tratta solo di un semplice mal di testa, nausea, senso di spossatezza o stanchezza, ma di una vera e propria maledizione che talvolta poteva portare pure alla morte.  

Per compiere dei malefici era appunto usanza usare i famosi calderoni, da qui appunto l’associazione dei calderoni, brutti sporchi e puzzolenti delle streghe, l’idea del calderone nero non è del tutto infondata, visto che le streghe o gli stregoni si avvalevano appunto di sostanze putrite, sporche e fetide per compiere i loro malefici. Le vittime spesso sentivano dei forti crampi allo stomaco che si prolungavano per diversi giorni causando spesso forti febbri e malesseri generali molto forti, i dolori cessavano solo dopo che la vittima rigettava e in genere il rigetto era costituito da una melma strana, spesso viscida e verdognola o talvolta anche nerastra.

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